Tre inchieste di Inkyfada restituiscono il quadro di un paese in cui la detenzione è diventata strumento politico e la salute dei prigionieri un optional
Tre inchieste di Inkyfada ricostruiscono un sistema coerente: la società civile tunisina sotto pressione giudiziaria, detenuti senza cure nelle carceri, prigionieri politici che ricorrono allo sciopero della fame come ultimo atto di resistenza. Un'analisi che Arabita News mette in fila per capire cosa sta diventando la Tunisia.
Quando la solidarietà con Gaza diventa reato
La Flotta della Resistenza, nata in Tunisia come gesto di solidarietà con Gaza, è oggi al centro di indagini giudiziarie e finanziarie. Un caso che illumina come la criminalizzazione del dissenso civile operi attraverso strumenti tecnici del diritto, trasformando l'attivismo in reato. Arabita analizza il caso a partire dall'inchiesta di Inkyfada.
Famiglie egiziane in difficoltà nell'affrontare le spese del quotidiano. Un articolo di Al-Araby Al-Jadeed
L'inflazione in Egitto non è solo un dato economico: è una crisi che erode i risparmi di milioni di famiglie, costringendole a intaccare riserve costruite con anni di sacrifici solo per sostenere le spese quotidiane. Un commento editoriale di Arabita sulla fragilità strutturale del paese più popoloso del mondo arabo, a partire dall'analisi di Al-Araby Al-Jadeed.
Nei media occidentali, quasi mai un palestinese
Nei media occidentali si parla di Palestina quasi sempre senza palestinesi. Un'assenza strutturale, non casuale, che distorce la comprensione dei fatti. Arabita riflette su questo silenzio, ispirandosi all'approccio di Orient XXI, e ricorda perché includere le voci arabe non è un optional, ma una condizione minima per un'informazione credibile.
Middle East Eye mette in guardia: il copione del consenso bellico si ripete, e pochi se ne accorgono
Un editoriale di Middle East Eye traccia un parallelismo inquietante tra la copertura mediatica della guerra in Iraq del 2003 e il modo in cui oggi i grandi media occidentali stanno raccontando la crisi iraniana. Un invito a leggere le notizie con occhi critici, prima che sia troppo tardi.
Interessi di potere oltre la sicurezza?
Netanyahu ostacola i negoziati nucleari tra USA e Iran non solo per ragioni di sicurezza, ma per un calcolo politico interno ben preciso. Un'analisi che ribalta la narrativa dominante e invita a leggere il conflitto attraverso gli interessi reali degli attori regionali.
Un giurista palestinese-americano ricorda ciò che il dibattito occidentale continua a dimenticare: la questione del 1948 non è mai stata risolta
Ahmad Ibsais, giurista palestinese-americano, scrive su Mondoweiss che nessun piano di pace è credibile se ignora il diritto al ritorno sancito dalla risoluzione ONU 194. Una prospettiva giuridica e diasporica che il dibattito italiano tende a non ospitare.
L'analista algerino Raouf Farrah spiega perché la solidarietà con Gaza si gioca anche su un asse Sud-Sud che l'Europa ignora
Mentre i media europei inquadrano il conflitto a Gaza come uno scontro tra Occidente e Israele, un movimento chiamato Sumud costruisce ponti concreti tra Nordafrica e Africa subsahariana. Ne parla al Middle East Monitor l'analista algerino Raouf Farrah.
Un giornalista palestinese racconta come i tagli programmati a carburante e forniture tengono i reparti sull'orlo del collasso. La tregua, vista da Gaza, ha un altro nome.
Mentre i media europei parlano di cessate il fuoco e piani di ricostruzione, il giornalista Tareq S. Hajjaj scrive da Gaza per Mondoweiss e racconta un'altra storia: ospedali tenuti in vita a malapena, carburante razionato con precisione chirurgica, un sistema sanitario che crolla — non per caso, ma per scelta.
Guerra fredda tra Egitto e Etiopia per le questioni idriche. Un aggiornamento da BBC Arabic
Il confronto tra Egitto ed Etiopia si sposta dal Nilo al Mar Rosso. Mentre Addis Abeba cerca uno sbocco marittimo, Il Cairo teme un accerchiamento strategico su due fronti. Un'analisi del dossier più esplosivo del Corno d'Africa, letto attraverso la lente della stampa araba.
I negoziati in corso tra Washington e Teheran non sembrano andare oltre i contenuti del JCPOA del 2015. Un'analisi di Mada Masr sul perché l'intesa rischi di risultare strategicamente vuota.
Mada Masr analizza perché i negoziati americano-iraniani in corso rischino di produrre un accordo privo di reale peso strategico, sostanzialmente sovrapponibile al JCPOA del 2015. Il cambiamento del contesto regionale — dalle guerre a Gaza e in Libano al ridimensionamento delle milizie filo-iraniane — riduce ulteriormente la rilevanza di un'intesa che entrambe le parti potrebbero voler presentare come successo diplomatico indipendentemente dalla sua sostanza.
Il Cairo studia la fine del sussidio in natura: milioni di famiglie esposte all'inflazione.
Il Cairo valuta di eliminare il sussidio in natura sul pane, esponendo milioni di poveri all'inflazione. Riforma FMI con effetti sociali esplosivi.
Un autore yemenita propone un modello asimmetrico per superare la frattura Nord-Sud.
Il federalismo asimmetrico come via d'uscita per lo Yemen: un'analisi interna che supera la narrativa occidentale sul conflitto.
La riforma del diritto di famiglia egiziano divide le giuriste: parità formale, disparità reale.
La riforma egiziana degli alimenti lascia intatta la logica patriarcale, denunciano le giuriste femministe intervistate da Mada Masr.
25 anni di sondaggi dicono che Gaza e l'attacco all'Iran hanno chiuso ogni dialogo possibile
25 anni di sondaggi mostrano che Gaza e l'attacco all'Iran hanno azzerato la fiducia araba verso Washington.
Baghdad nega, ma i droni israeliani colpiscono. Daraj Media rompe il silenzio arabo ufficiale.
Israele colpisce in Iraq e Baghdad tace. Daraj Media smonta la narrativa ufficiale irachena sul fronte più ignorato del Medio Oriente.
I dati del Centre for Media Monitoring lo dimostrano: non è aneddotica, è sistematica.
I media britannici trattano i musulmani peggio delle altre minoranze. I dati del CfMM lo dimostrano: è un bias strutturale, non aneddotico.
Nonostante la retorica della vittoria, un conflitto aperto con Teheran potrebbe rivelarsi un boomerang devastante per Washington e Tel Aviv
Un'analisi di Middle East Eye sostiene che un conflitto militare diretto contro l'Iran si rivelerebbe controproducente sia per Israele che per gli Stati Uniti. Teheran dispone di una rete di alleanze regionali e di capacità di risposta asimmetrica che renderebbero qualsiasi escalation difficile da controllare. Sul piano politico interno e internazionale, entrambe le potenze rischierebbero un ulteriore isolamento e una perdita di credibilità globale.
Fonte: BBC Arabic
**[NOTA REDAZIONALE]** *L'articolo che segue è stato pubblicato da BBC Arabic in occasione del terzo anniversario del conflitto in Sudan, scoppiato nell'aprile 2023 tra l'esercito regolare e le Forze di Supporto Rapido (RSF). Il pezzo raccoglie le testimonianze di familiari che hanno perso i propri cari a causa della guerra.* --- **Terzo anniversario della guerra in Sudan: lettere che non arrive
Fonte: BBC Arabic
**NOTA REDAZIONALE:** L'analisi che segue è firmata da Jeremy Bowen, storico corrispondente ed editor per gli affari internazionali della BBC. Il testo, pubblicato originariamente su BBC Arabic, offre una lettura critica della strategia militare dell'amministrazione Trump nei confronti dell'Iran. --- ## Analisi: Trump combatte una guerra basata sull'istinto, e questo non funziona *Jeremy Bowen,
Fonte: Al Jazeera English
**[NOTA REDAZIONALE]** *Yara Hawari è analista politica palestinese e Senior Fellow del think tank Al-Shabaka. Questo editoriale, pubblicato su Al Jazeera English, riflette la prospettiva di una voce autorevole del dibattito politico mediorientale sulla situazione a Gaza e sulle dinamiche geopolitiche globali.* --- **La guerra israelo-americana contro l'umanità** Stiamo assistendo a una guerra